Discutere su internet

Quante volte navigando in Internet per diletto o ricerca abbiamo trovato parole anglofone incomprensibili o non immediatamente riconosciute? Quante volte, cercando di recuperare qualche informazione sul forum di un sito universitario di siamo imbattuti in menu di parole che di per sé non dicevano niente, newsgroup, link, topic, FAQ? Ancora, negli ultimi anni si parla tanto di blog, dell’esigenza di crearne uno che racconti di noi attraverso dei post, delle foto ma…come spiegare a nostra madre che ci vede sempre impegnati ad aggiornarlo che cos’e?

 

È il momento buono per chiarirsi le idee, andiamo con ordine:

 

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Topic

La parola inglese topic (significa argomento, oggetto, tema) è ampiamente utilizzata anche in Italia nel gergo dei frequentatori di forum e chat su Internet. Sta ad esprimere il tema principale – o argomento – attraverso il quale si vogliono ricevere/dare, contributi attraverso messaggi di altri frequentatori del forum o del canale IRC.

Il topic viene solitamente definito e indicato dal primo utente che stabilisce l’inizio dell’interazione: come nella scrittura di una lettera tradizionale o di una mail, è necessario stabilire un oggetto, un’etichetta che sintetizzi in poche parole il contenuto del messaggio successivo, anche nelle interazioni che coinvolgono più persone (ed è quindi il caso dei forum, dei newsgroup, delle newsletter più interattive), è utile fornire anticipatamente una categoria concettuale in cui inserire l’interazione.

Il topic permette immediatamente al lettore di “agganciarsi” allo scambio e fornire il proprio contributo.

Spesso utilizzata è la sigla OT cioè Off Topic (in italiano Fuori Tema, FT) per etichettare un intervento come fuori argomento. L’off-topic è solitamente considerato “sgradevole” in quanto costringe il lettore a digressioni e alla conseguente perdita del filo del discorso (in gergo tecnico: Thread).

Come scegliere il topic di un messaggio

 

La scelta del Topic di un messaggio (così come di una mail) è fondamentale: il topic permetterà al lettore di individuare immediatamente il tema del contributo.

Il topic deve essere:

  • Sintetico
  • Chiaro e semplice
  • Univoco
  • Diretto

A seconda dello strumento usato e dalla Netiquette adottata, può essere utile l’uso di specifici indicatori relativi a categorie, gruppi, ecc. Ad es., nell’inserimento di un post di richiesta di informazioni sul significato del termine “topic”, si potrebbe scrivere: [Richiesta] Cos’è un topic?.

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Thread

Nel gergo dei forum, dei newsgroup e delle chat il thread (letteralmente trama, filo, e solitamente abbreviato in 3D) indica la discussione sviluppata dai singoli utenti.

Solitamente un primo utente stabilisce il topic, ossia l’oggetto del proprio contributo e l’interazione che ne segue assume la forma di un copione, di uno scambio tra più soggetti.

Nell’ambito della ricerca sull’e-learning il thread è particolarmente interessante, in quanto dagli sviluppi dell’interazione tra gli utenti è possibile cogliere il processo di condivisione e costruzione della conoscenza.

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Forum

Forum (plurale in latino fora, in inglese forums, in italiano forum) può riferirsi all’intera struttura informatica contenente discussioni e messaggi scritti dagli utenti, ad una sua sottosezione oppure al software utilizzato per fornire questa struttura. Un senso di comunità virtuale si sviluppa spesso intorno ai forum che hanno utenti abituali. La tecnologia, i videogiochi, la politica, l’attualità e lo sport sono temi popolari, ma ci sono forum per un enorme numero di argomenti differenti. I forum vengono utilizzati anche come strumenti di supporto on-line per vari prodotti e all’interno di aziende per mettere in comunicazione i dipendenti e permettere loro di reperire informazioni.

Ci si riferisce comunemente ai forum anche come board, message board, bulletin board, gruppi di discussione, bacheche e simili.

Molti forum richiedono la registrazione dell’utente prima di poter inviare messaggi ed in alcuni casi anche per poterli leggere. Differentemente dalla chat, che è uno strumento di comunicazione sincrono, il forum è asincrono in quanto i messaggi vengono scritti e letti anche in momenti diversi.

Amministratori e moderatori

Gli amministratori sono in genere i gestori di un forum e possiedono tipicamente l’abilità di modificare, cancellare o spostare qualsiasi messaggio. Solitamente possono anche chiudere il forum, modificarlo, apportare cambiamenti al software, espellere, cancellare o creare utenti. I moderatori aiutano generalmente gli amministratori, dai quali sono stati scelti, ma rispetto a loro hanno meno poteri. Il loro scopo è generalmente quello di mantenere un’atmosfera tranquilla e pacifica, evitando che le discussioni degenerino, chiudendo/cancellando quelle contrarie al regolamento e comunque facendo rispettare tutte le regole.

Linguaggio

All’interno di un forum vengono spesso utilizzati anglicismi e parole straniere.

  • Netiquette (regole di comportamento più o meno esplicite).
  • Nickname (nome utente, pseudonimo, alias).
  • Post (messaggio).
  • Posting (inviare messaggi).
  • Reply (risposta).
  • Lurker o Leecher (chi si limita a leggere i contenuti).
  • Topic (argomento).
  • Thread (discussione), a volte abbreviato in “3d”.
  • Spam (pubblicità indesiderata).
  • Flame (discussione troppo accesa che può degenerare in insulti ed offese personali).
  • Post padding (riempire pagine e pagine di messaggi inutili).
  • Cross-posting (inserire lo stesso messaggio in più sezioni dello stesso forum).
  • Off-topic (sezione predisposta all’inserimento di messaggi non pertinenti ai temi trattati nel forum oppure messaggio non pertinente all’argomento trattato in una determinata discussione).
  • Ban (sospensione dell’account di un utente, ad esempio per violazioni perduranti delle regole).
  • Warn (avvertimento imposto da chi ha i poteri nel forum, atto a segnalare violazioni del regolamento, in genere ha il suo indicatore di livello per ogni Utente posto sotto l’avatar).

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Newsgroup

Un newsgroup è uno degli spazi virtuali creato su una rete di server interconnessi (storicamente una sottorete di internet USENIX network o più semplicemente Usenet) per discutere di un argomento (topic) ben determinato. In italiano a volte viene utilizzato il termine gruppo di discussione.
I news server comunicano fra loro (attraverso il protocollo
NNTP) in modo che i messaggi inviati ad un server si trovino duplicati su tutti gli altri server. Per diversi motivi (economie di spazio, interesse degli utenti, censura), non tutti i server contengono gli stessi NG. Ogni gestore di news server (spesso gli stessi provider ISP) può decidere infatti quali NG tenere.

Meccanismi

L’accesso a queste aree tematiche avviene per mezzo di programmi chiamati news clients o newsreader (oggi a volte integrati nei programmi di posta elettronica come ad esempio Mozilla Thunderbird, SeaMonkey, Outlook Express, Sylpheed), a una sorta di “stanza delle bacheche” (news server) che raccoglie i vari NewsGroup (o in breve NG).

Per ragioni storiche, essenzialmente dovute ai costi delle connessioni dialup che molti utenti dovevano sostenere in passato, o anche per le scarse disponibilità di accesso alla rete, i newsreader sono tutt’ora concepiti per operare principalmente in modalità disconnessa: gli articoli scaricati in precedenza possono essere letti e le relative risposte preparate per la spedizione senza che sia necessaria una connessione attiva; la successiva connessione permette in un’unica soluzione il download degli articoli apparsi sul server nel frattempo e l’upload delle risposte. Questa modalità, nient’affatto in “tempo reale”, è una caratteristica tipica del servizio che deve essere tenuta in considerazione: la netiquette dei newsgroup disapprova, ad esempio, chi sollecita risposte immediate ai propri articoli.

Questo approccio viene in parte deviato dall’accesso on-line offerto dai Portali Web, che possono consentire una partecipazione attiva ai newsgroup con relativa facilità ma soprattutto sofisticati strumenti di ricerca per parola chiave nei loro archivi: in particolare il servizio fornito da GoogleGroups rappresenta la “memoria storica” di usenet, conservando praticamente ogni articolo pubblicato dalla sua nascita (da ricordare come in linea di principio non vengano archiviati gli articoli dei newsgroup binari, contenenti file e gli articoli nei quali l’autore abbia apposto il contrassegno “da non archiviare” mediante X-No-Archive). È da tenere in considerazione anche che la frequenza di aggiornamento dei gruppi sui portali web è solitamente più bassa rispetto a quella che si può ottenere con una connessione diretta a usenet.
Un vantaggio importante dei portali web è quello di consentire un accesso facilitato a fruitori con scarsa dimestichezza: il newsreader per contro risulta più efficiente ma richiede una certa esperienza per essere sfruttato al meglio. I portali web, infine, sono connessi tramite il servizio
HTTP, praticamente sempre disponibile anche in presenza di proxy/firewall aziendali, al contrario del servizio NNTP/NNRP usato dai newsreader.

Di norma ciascun newsgroup ha un manifesto (charter) che aiuta a comprendere quali sono gli argomenti oggetto di discussione. La netiquette, su Usenet, sconsiglia di inviare articoli fuori tema e suggerisce di seguire per qualche tempo un newsgroup prima di iniziare a scrivere.

Sono molti i newsgroup in cui i poster abituali, ossia coloro che li seguono da più tempo e con una certa assiduità, hanno redatto delle FAQ, raccolte di risposte a domande poste di frequente, così da aiutare i newbie (nuovi arrivati, principianti) ed evitare che il newsgroup contenga sempre le stesse domande o che queste provochino reazioni irritate (flame), botta e risposta interminabili e di dubbia utilità. Talora i newsgroup sono seguiti da persone che leggono i messaggi ma non partecipano attivamente. Tali persone sono chiamate, nel gergo della rete, lurkers.

I newsgroup sono generalmente raggruppati all’interno di diverse gerarchie Usenet.

Esiste anche un’altra importante suddivisione, a seconda dello status di moderazione: i newsgroup moderati sono caratterizzati da un diverso funzionamento dovuto al percorso degli articoli, che vengono inviati via mail al moderatore. Tuttavia il protocollo utilizzato non è sufficientemente robusto da garantire il corretto funzionamento e l’assenza di abusi. Può capitare che si perdano degli articoli o che esistano articoli che non sono stati approvati dal moderatore.

Il fastidioso fenomeno dello spam coinvolge anche Usenet, per questo esistono dei sistemi di filtraggio, come ad esempio CleanFeed e alcune formule comunemente accettate per il calcolo degli indici di BI.

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Chat

Il termine chat (in inglese, letteralmente, “chiacchierata”), viene usato per riferirsi a un’ampia gamma di servizi sia telefonici che via Internet; ovvero, complessivamente, quelli che i paesi di lingua inglese distinguono di solito con l’espressione “online chat”, “chat in linea”. Questi servizi, anche piuttosto diversi fra loro, hanno tutti in comune due elementi fondamentali: il fatto che il dialogo avvenga in tempo reale, e il fatto che il servizio possa mettere facilmente in contatto perfetti sconosciuti, generalmente in forma essenzialmente anonima. Il “luogo” (lo spazio virtuale) in cui la chat si svolge è chiamato solitamente chatroom (letteralmente “stanza delle chiacchierate”), detto anche channel (in italiano canale), spesso abbreviato chan.

Fra gli informatici, il servizio di chat con la storia e la tradizione più importanti è certamente la Internet Relay Chat (IRC), fondamentalmente basata sullo scambio di messaggi testuali. A questa tecnologia, che ancora oggi mette in comunicazione milioni di utenti ogni giorno, è associata una intera sottocultura (diversificata in decine di “sotto-sottoculture” per i principali server). Da questo contesto deriva gran parte della terminologia che anche altri sistemi di chat su rete hanno ereditato. IRC, un tempo unico servizio di chat su Internet, è oggi affiancata dalle webchat (spesso in java) ospitate da server autonomi e da numerose altre tecnologie; sono molto utilizzate, in particolare, le applicazioni di instant messaging come ICQ o MSN Messenger, che in genere integrano anche posta elettronica (e quindi comunicazione asincrona) e interazione multimediale. Sono anche molto diffusi (forse non altrettanto utilizzati) i servizi basati sul Web, come gli applet di chat offerti da molti portali, tipicamente a supporto di comunità virtuali formatesi attorno a strumenti come forum o message board.

I diversi servizi di chat possono essere catalogate sotto due tipologie principali:

Alla prima categoria appartengono i servizi di chat che principalmente permettono di chattare con una persona alla volta. I contatti di questo tipo di chat sono personali e contenuti in una rubrica, spesso archiviata on-line in modo che sia raggiungibile da ogni terminale collegato alla rete internet. Le finestre di conversazione sono una per ogni contatto con cui si sta chattando. Rispetto alla chat di gruppo la chat 1-on-1 ha delle funzionalità multimediali avanzate come l’invio di audio e video, clip audio ed animazioni personali e condivisione di cartelle. Fra i tanti, i servizi più usati di questo tipo sono MSN Live Messenger, Yahoo! Messenger, Google Talk e Skype. Solitamente i nick in questi servizi sono legati ad un indirizzo mail o ad un account identificativo.

Le group chat hanno le potenzialità di mettere in comunicazione centinaia di persone allo stesso momento, in quanto i messaggi vengono inviati a tutte le persone che in quel momento sono collegate al gruppo (solitamente chiamato canale o stanza). I canali si possono differenziare per i loro contenuti tematici e per la lingua usata dai loro utenti. La finestra di conversazione è una per ogni canale. Vi è comunque la possibilità d’inviare, in modo analogo agli instant messaging, messaggi in una conversazione “privato” tra due singoli utenti (anche nota come query). Le chat di gruppo come IRC sono principalmente testuali e con elementi multimediali ridotti o assenti. I nick degli users non sempre sono legati ad un account permettendo così un maggior anonimato.

Con il passare del tempo ed il potenziamento del web le differenze fra la chat 1-on-1 e le chat di gruppo diminuiscono: se con le chat di gruppo come IRC è sempre stato possibile inviare anche messaggi ad una singola persona, i servizi di chat 1-on-1 si stanno orientando verso la possibilità di utilizzare anche chat di gruppo (sebbene tale fuzione sia a volte disattivata dai gestori del server in seguito a polemiche e controverse derivanti da tale utilizzo)

La chat e le sue insidie

Come ogni utente connesso ad una rete telematica, Un utente connesso ad una rete di chat è esposto a pericoli che possono realizzarsi o attraverso falle di sicurezza informatica o più spesso tramite tecniche di ingegneria sociale

Tra i pericoli maggiori in cui può cadere un utente della chat:

  • Virus;
  • Furto dati personali e lesione della privacy;
  • Adescamenti e truffe.

Una falla nel servizio o l’inesperienza dei chattatori spesso portano a problemi, anche gravi, con conseguenze non solo per il singolo utente ma anche per i suoi contatti e per il servizio stesso. I truffatori attraverso degli eventuali bug sul fronte della sicurezza del servizio (backdoors) possono prendere il controllo sul PC dello sfortunato di turno ed accedere all’intero sistema per scovarne dati personali che identificano il mal capitato o altre informazioni sensibili (ad esempio dati e password della carta di credito) ma anche per procurare danni ad altri utenti e allo stesso servizio della chat installando all’insaputa dell’ignaro programmi malevoli detti malware che attaccano gli altri contatti per diffondersi e sempre più spesso per protrarre attacchi DDoS. Altre volte la stessa ingenuità delle persone rendono la chat e più in generale internet un pericolo.log Questo comportamento porta ad esempio ad accettare file anche da persone sconosciute che potenzialmente possono contenere virus. La chat può anche essere uno strumento per adescare persone, in particolare bambini. Per questo motivo è bene non lasciare mai un bambino collegato ad internet senza la supervisione di un adulto. Usare un computer pubblico per chattare o lasciare il proprio PC incustodito può essere un ulteriore pericolo non solo per i sopracitati motivi ma anche per i log di conversazione. I log sono file che contengono la cronologia degli eventi di sistema. Anche alcuni programmi di IM usano i log per comodità dell’utente in modo da tenere un promemoria delle chattate svolte. Ciò può rendere il log un pericolo per la privacy di chi chatta. Nel caso in cui ci si trovi ad usare la chat in un PC di un net-caffè, di un aeroporto, o in altri luoghi pubblici e buona norma disattivare il log di conversazione o cancellarlo a fine sessione.

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Blog

n informatica, e più propriamente nel gergo di Internet, un blog è un diario in rete.

Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero “traccia su rete”. Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America; il 18 luglio 1997, è stato scelto come data di nascita simbolica del blog, riferendosi allo sviluppo, da parte dello statunitense Dave Winer del software che ne permette la pubblicazione (si parla di proto-blog), mentre il primo blog è stato effettivamente pubblicato il 23 dicembre dello stesso anno, grazie a Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, che decise di aprire una propria pagina personale per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby. Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog.

Cenni storici

Il termine weblog è stato creato da Barger nel dicembre del 1997, e apparve per la prima volta nel suo sito personale. La versione tronca blog è stata creata da Peter Merholz che nel 1999 ha usato la frase “we blog” nel suo sito, dando origine al verbo “to blog” (ovvero: bloggare, scrivere un blog).

Attraverso i blog la possibilità di pubblicare documenti su Internet si è evoluta da privilegio di pochi (università e centri di ricerca) a diritto di tutti (i blogger, appunto).

I blog hanno anche alcune somiglianze con i wiki, nel modo in cui vengono gestiti gli aggiornamenti, favoriti i commenti dei lettori e stimolate le nascite di community.

Strutturazione e funzionamento

La struttura è costituita, solitamente, da un programma di pubblicazione guidata che consente di creare automaticamente una pagina web, anche senza conoscere necessariamente il linguaggio HTML; questa struttura può essere personalizzata con vesti grafiche dette template (ne esistono diverse centinaia).

Il blog permette a chiunque sia in possesso di una connessione internet di creare facilmente un sito in cui pubblicare storie, informazioni e opinioni in completa autonomia. Ogni articolo è generalmente legato ad un thread, in cui i lettori possono scrivere i loro commenti e lasciare messaggi all’autore.

Il blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. È un sito (web), gestito in modo autonomo dove si tiene traccia (log) dei pensieri; quasi una sorta di diario personale. Ciascuno vi scrive, in tempo reale, le proprie idee e riflessioni. In questo luogo cibernetico si possono pubblicare notizie, informazioni e storie di ogni genere, aggiungendo, se si vuole, anche dei link a siti di proprio interesse: la sezione che contiene links ad altri blog è definita blogroll.

Tramite il blog si viene in contatto con persone lontane fisicamente ma spesso vicine alle proprie idee e ai propri punti di vista. Con esse si condividono i pensieri, le riflessioni su diverse situazioni poiché raramente si tratta di siti monotematici. Si può esprimere la propria creatività liberamente, interagendo in modo diretto con gli altri blogger.

Un blogger è colui che scrive e gestisce un blog, mentre l’insieme di tutti i blog viene detto blogsfera o blogosfera (in inglese, blogsphere). All’interno del blog ogni articolo viene numerato e può essere indicato univocamente attraverso un permalink, ovvero un link che punta direttamente a quell’articolo.

In certi casi possono esserci più blogger che scrivono per un solo blog. In alcuni casi esistono siti (come Slashdot) simili a blog, però sono aperti a tutti.

Alcuni blog si possono considerare veri e propri diari personali e/o collettivi, nel senso che sono utilizzati per mettere on-line le storie personali e i momenti importanti della propria vita. In questo contesto la riservatezza, il privato, il personale va verso la collettività.

Tipologie di blog

La maggior parte dei blogger usa il blog come diario personale, per far conoscere i propri sentimenti e le proprie opinioni ai lettori che hanno a loro volta un blog, ma anche sconosciuti che vagano per la blogsfera (o Blogosfera) passando di link in link. Sono molto diffusi anche i blog tenuti da giornalisti, oppure i blog umoristici e autoironici, impegnati, satirici, “televisivi” o umoristici; non mancano infine blog di scrittori o di poesia. Alcuni blog includono interviste o vere e proprie trasmissioni radiofoniche.

Tra le tipologie più diffuse troviamo:

  • blog personale – Come già accennato, è la categoria più diffusa. L’autore vi scrive le sue esperienze di ogni giorno, poesie, racconti, desideri (più o meno proibiti), disagi e proteste. Il contributo dei lettori nei commenti è in genere molto apprezzato e dà vita a discussioni molto personali (ma anche a flame). Questo tipo di blog è usato spesso da studenti di scuola superiore o universitari, con un gran numero di collegamenti incrociati tra un blog e l’altro.
  • blog di attualità – Molti giornalisti utilizzano i blog per dare voce alle proprie opinioni su argomenti d’attualità o fatti di cronaca, o più semplicemente per esprimere la propria opinione su questioni che non trovano quotidianamente spazio fra le pagine dei giornali per i quali scrivono. Altre persone utilizzano il blog per commentare notizie lette su giornali o siti internet.
  • blog tematico – Ogni essere umano ha un hobby o una passione. Spesso questo tipo di blog diventa un punto d’incontro per persone con interessi in comune.
  • blog directory – Una delle caratteristiche peculiari dei blog è la gran quantità di link. Alcuni blog si specializzano nella raccolta di link su un argomento particolare. Anche alcuni siti di news possono rientrare in questa categoria.
  • photoblog – Sono blog su cui vengono pubblicate foto invece che testi.
  • blog vetrina – Alcuni blog fungono da “vetrina” per le opere degli autori, come vignette, fumetti, video amatoriali o altri temi particolari.
  • blog politico – Vista l’estrema facilità con la quale è possibile pubblicare contenuti attraverso un blog, diversi politici lo stanno utilizzando come interfaccia di comunicazione con i cittadini, per esporre i problemi e condividere le soluzioni, principalmente a livello locale.
  • urban blog – Blog riferiti ad una entità territoriale definita (una città, un paese, un quartiere) e che utilizzano la tecnica del passaparola digitale per compiti di socializzazione diretta e indiretta anche con l’utilizzo di immagini e video riferiti alla comunità. Interessante l’utilizzo di mappe e di sistemi di social bookmariking per aumentare il livello di condivisione e di collaborazione.
  • watch blog – Blog in cui vengono criticati quelli che l’autore considera errori in notiziari on-line, siti web o altri blog.
  • m-blog – Blog utilizzati per pubblicizzare le proprie scoperte musicali e renderne gli altri partecipi attraverso la pubblicazione di mp3 (da qui il prefisso) o file audio dei più disparati formati.
  • vlog o video blog – Si tratta di un blog che utilizza filmati come contenuto principale, spesso accompagnato da testi e immagini. Il vlog è una forma di distribuzione di contenuti audiovideo. I vlog sono utilizzati da blogger, artisti e registi.
  • Audio Blog – Si tratta di blog audio pubblicati attraverso il Podcasting. La peculiarità di questo tipo di blog è la possibilità di scaricare automaticamente sia sul proprio computer che sui lettori mp3 portatili come l’iPod gli aggiornamenti attraverso i feed RSS con gli audio incapsulati.
  • nanopublishing – blog monotematico, dal contenuto leggero e scritto a più mani.
  • moblog – blog che si appoggia alla tecnologia “mobile”, ovvero dei telefoni cellulari. I contenuti sono spesso immagini (inviate via MMS) o video (in alcuni casi registrati direttamente in video chiamata).
  • multiblogging – Si tratta della possibilità di gestire più blog con uno script solo, spesso supportano la multiutenza.
  • blognovel o blog novel o blog fiction – un romanzo o un racconto suddiviso in brevi tranches che si sviluppa su un blog e che è quindi rivolto ad un pubblico. Il più delle volte i commenti di altri bloggers e/o visitatori possono essere utili indicazioni per l’autore nello sviluppo della storia.

Come creare un blog

Dal 2001 ad oggi sono nati molti servizi in italiano che permettono di gestire un blog gratuitamente. Tra i più utilizzati citiamo: Blogger, Splinder, Clarence, Blogsome, Tiscali, Il Cannocchiale, Io Bloggo, Bloggerbash, Blogdrops, Libero, LiveJournal, Windows Live Spaces, MySpace. Esistono poi alcuni network autogestiti.

Chi invece vuole creare un blog da gestire in totale autonomia, può utilizzare una delle numerose piattaforme di gestione blog; le più diffuse sono: WordPress, MovableType, dBlog CMS Open Source,

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Discutere su internetultima modifica: 2008-03-12T13:30:00+01:00da guastastyle
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